Le differenze tra impianti elettrici civili equelli industriali sono due:

Luogo di installazione degli impianti elettrici civili e industriali

Gli impianti elettrici civili sono installati in ambienti a uso domestico o a uso comune;
Gli impianti elettrici industriali in ambienti a uso produttivo che vengono realizzati per l industrie.

Viene di conseguenza che, interessando ambienti così differenti, diverso sarà anche il tipo di lavoro che l’impianto elettrico dovrà fare.

Impiego degli impianti elettrici civili e industriali
Basta pensare al compito che svolgono gli impianti elettrici civili nelle nostre abitazioni, dove devono garantire l’illuminazione e alimentare alcuni elettrodomestici, non in modo simultaneo: di solito si fa attenzione a non attaccare contemporaneamente lavatrice, forno e asciugacapelli.
Al contrario, gli impianti elettrici industriali, si occupano di portare l’energia elettrica a macchinari molto grandi che hanno esigenze energetiche completamente diverse dal contesto domestico.

Altre differenze tra impianti elettrici civili e industriali
Avendo parlato della portata dell’impianto non si può trascurare anche la conformazione e la struttura degli impianti elettrici civili e industriali.
Se nelle abitazioni private il posizionamento delle prese elettriche è principalmente una questione di comodità, nelle industrie ci sono dinamiche che non possono essere cambiate; non si fa riferimento solo alla comodità ma proprio al funzionamento o meno di una data linea produttiva.
Un’altra differenza su cui vale la pena soffermarsi è la normativa a cui si fa riferimento per garantire la sicurezza delle due tipologie di impianti elettrici.
Le norme che regolano la messa in opera degli impianti elettrici industriali sono molto più esigenti perché i rischi sono maggiori. Nello specifico, il decreto legislativo per gli impianti elettrici industriali è il Decreto Legislativo 81 del 2008. Invece, se si sta lavorando su un impianto elettrico civile le leggi che regolano le procedure sono:
– La Legge 186/1968 sui materiali da utilizzare;
– Il DL 37/2008 per la sicurezza degli impianti;
– La Legge 791/1977 sulle responsabilità del costruttore dell’impianto.

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